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I paesi produttori di caffè e il consumo della bevanda nei paesi consumatori

01/10/2018

di Andrej Godina
ultimo aggiornamento 16/10/2018 21:24:06

Il mercato del caffè è uno tra i più importanti a livello mondiale in termini di valore e coinvolge tutti i paesi produttori e consumatori

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Il consumo del caffè non include solamente i paesi consumatori ma anche quelli produttori. Il più importante consumatore è il Brasile con 20,5 milioni di sacchi, seguito dall’Indonesia con 4,6 e dall’Etiopia con 3,7. Tra i paesi consumatori l’Unione Europea nel suo insieme consuma 42,6 milioni di sacchi, a seguire gli USA con 25,8, il Giappone con 7,9 e la federazione Russa con 4,6.
 
Perché il caffè si è diffuso così rapidamente in tutto il mondo? Le ragioni di questo continuo aumento sono dovute probabilmente al fatto che una tazza di caffè è in grado di stimolare i nostri organi di senso in modo sorprendente, fornendo un aroma straordinario, attivando i recettori olfattivi con migliaia di stimoli differenti dati dai composti aromatici contenuti nel caffè tostato, facendoci percepire un equilibrio bilanciato di gusti e una piacevole sensazione tattile al palato, lasciandoci un retrogusto piacevole e intenso. Negli ultimi decenni il caffè che beviamo nei paesi consumatori è cambiato in meglio: grazie a una migliore selezione delle varietà botaniche nei paesi di produzione, migliorate pratiche agricole, tecniche di tostatura, conoscenza delle proprietà salutari del caffè per la salute e diffusione di specialty coffee shops.

La storia del caffè è antica, primi documenti risalenti all’XI secolo rivelano che il caffè, servito come bevanda, ha avuto origine nel mondo arabo. Le origini vere e proprie ovviamente sono molto più lontane e riportano alla regione del corno d’Africa, l’attuale Etiopia. Il caffè si è diffuso nel mondo grazie all’opera di commercianti arabi alla fine del primo millennio, poi dei turchi nel XV secolo e infine, per merito dei colonizzatori europei che dal XVIII secolo hanno portato il seme della pianta di caffè in tutte le loro colonie tropicali.

I paesi produttori di caffè sono concentrati nella fascia tropicale del pianeta a cavallo dell’equatore. I due paesi più importanti a livello mondiale sono il Brasile per la produzione di Arabica e il Vietnam per la produzione di Robusta. Il Brasile coltiva caffè Arabica e Canephora varietà Conillon, mentre il Vietnam produce quasi esclusivamente Robusta. Il maggior produttore di Arabica è la Colombia, seguito dall’Honduras.
 
La classifica dei paesi produttori raccolto 2016/2017 è la seguente:
 
Paese produttore Quantità in milioni sacchi da 60 kg. Varietà coltivate
A (Arabica) – R (Robusta)
Brasile 51 A/R
Vietnam 29,5 R/A
Colombia 14 A
Indonesia 10,9 A/R
Honduras 8,3 A
Etiopia 7,6 A
India 5,8 A/R
 
Nel continente americano vanno segnalati Colombia, Guatemala, El Salvador, Honduras, Panama, Costarica, Nicaragua, Portorico, Cuba e Messico sia per la quantità che per la qualità prodotta. Nel continente africano è invece doveroso citare l’Etiopia, terra d’origine della pianta di caffè, che produce un’ottima qualità di Arabica lavato e naturale nelle regioni di Sidamo, Yirgacheffe, Harrar, Limu e il Kenya. Altri paesi quali Ruanda, Tanzania, Uganda, Costa d’Avorio sono forse più conosciuti per la produzione di Robusta che di Arabica. Nel continente asiatico, India e Indonesia producono sia Arabica che Robusta di buona qualità. Per l’economia di molti paesi produttori il caffè costituisce il 50% o più delle esportazioni. La filiera del caffè occupa e offre sostentamento a oltre 125 milioni di persone ed è vitale soprattutto per i piccoli agricoltori, che riforniscono buona parte della produzione mondiale. 600 miliardi di tazze di caffè consumate ogni anno nel mondo danno l’idea di quanto sia esteso il suo consumo. Bastano questi pochi dati per capire il valore di un’organizzazione il cui obiettivo è rafforzare questo settore industriale e promuoverne uno sviluppo sostenibile in modo da fornire un vantaggio competitivo a tutta la filiera, anche al fine di ridurre la povertà nei paesi in via di sviluppo. L’ICO si occupa inoltre di raccogliere ed elaborare i dati di produzione, esportazione e importazione per ciascuno dei paesi membri e di calcolare un indicatore ICO del prezzo di mercato del caffè, che fornisce a operatori e governi una visione complessiva dell’andamento del mercato del caffè in tutto il mondo. Il caffè è una delle poche categorie merceologiche presenti in quasi tutti i paesi del mondo: ovviamente è coltivato, prodotto, esportato e consumato nei paesi produttori ma poi anche importato, tostato e consumato in pressoché tutti i paesi del globo. La storia del caffè ci insegna che ovunque esso sia approdato (pensiamo ancora all’Europa del XVII secolo) si è velocemente diffuso, divenendo parte integrante della cultura di quel popolo fino a renderlo dipendente da esso. Nella storia della nostra penisola pensiamo al caffè preparato con la napoletana e la ritualità odierna tipica del nostro paese di consumare il caffè al bar, un rito ormai obbligatorio che è divenuto cultura. Nella storia più recente sono da esempio i paesi asiatici come il Giappone, Taiwan e ancora di più la Corea del Sud, popoli storicamente e culturalmente legati al consumo del tè, che da poco più di un decennio sono passati al consumo di bevande a base di caffè preparate in diversi modi, dal solubile a quello per uso domestico, dal filtro fino all’espresso declinato nella ricetta del cappuccino. Da qualche anno nella federazione russa si sta assistendo un progressivo aumento dei consumi di caffè che all’inizio erano quasi esclusivamente fatti di caffè solubile ma che ora si stanno trasfrormando in consumi di qualità migliore ovvero sia con caffè tostato in grano e macinato per filtro.

Per quanto riguarda il consumo annuo di caffè pro capite va segnalato che i paesi Scandinavi del Nord Europa fanno registrare un vero e proprio record, con più di 12 kg annui consumati: un primato probabilmente determinato da fattori quali l’eccellente qualità di Arabica che viene importata e tostata, il massiccio uso del metodo a filtro, la tostatura chiara che permette di ottenere una bevanda soave e delicata, nonché il basso tenore di caffeina contenuta negli Arabica di altura. L’Italia e i paesi del bacino del Mediterraneo si attestano invece su circa 5 kg annui pro capite, ovvero meno della metà del consumo dei paesi Scandinavi. Bisogna sottolineare, però, che i metodi di preparazione più diffusi nei paesi mediterranei, ovvero la moka e l’espresso, necessitano di una minore quantità di caffè per ogni tazza e che probabilmente se si prendesse in considerazione il numero di consumazioni questi paesi salirebbero di certo in graduatoria.
 
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